Articoli

SEPARAZIONE: SPETTA UN RISARCIMENTO SE L'EX IMPEDISCE AL CONIUGE DI VEDERE IL FIGLIO?

La Corte d’Appello di Roma rafforza la tutela della bigenitorialità e chiarisce le conseguenze delle condotte ostruzionistiche.

La Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto un risarcimento superiore a 156.000 euro in favore di un padre che, per molti anni, era stato sostanzialmente escluso dalla vita del figlio a causa delle condotte ostruzionistiche dell’altro genitore.

Nonostante i numerosi provvedimenti giudiziari diretti a consentire e ripristinare gli incontri, la relazione tra padre e figlio si era progressivamente interrotta. La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 29690/2024, ha chiarito che tali comportamenti possono essere sanzionati anche quando non sia più possibile dare immediata esecuzione alle originarie modalità di frequentazione, perché il rapporto è ormai gravemente compromesso e deve essere ricostruito con gradualità.

La responsabilità non dipende dal riconoscimento della cosiddetta “alienazione parentale”, ma dall’accertamento di condotte concrete, gravi e reiterate, quali l’impedimento degli incontri, il mancato rispetto dei provvedimenti del giudice e la sistematica esclusione dell’altro genitore dalla vita del figlio.

La bigenitorialità tutela, infatti, il diritto del minore a mantenere un rapporto significativo con entrambi i genitori. In base all’attuale art. 473-bis.39 c.p.c., il giudice può modificare i provvedimenti in vigore, ammonire il genitore inadempiente, applicare sanzioni pecuniarie e disporre il risarcimento del danno in favore dell’altro genitore o del figlio.

La decisione conferma, dunque, che ostacolare ingiustificatamente e per lungo tempo il rapporto genitoriale può comportare conseguenze economiche particolarmente rilevanti.